D ’un Fresco Colpo D’ala. Tre Secoli Di Ventagli Della Collezione Monosi Resta

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Autore: Aa.vv.
Prezzo di vendita: 50,00 €
Prezzo base: 50,00 €

Categoria:  
Produttore: congedo editore
Anno di pubblicazione: 2018/01
Descrizione

pp.256 rilegato, 30x23 , illustrato interamente a colori

Che i ventagli non servano solo a sventolarsi sembra abbastanza evidente. In primo luogo, occorre notare che l’atto stesso dell’aprire e muovere questo strumento per procurarsi del vento è un privilegio di coloro che hanno tempo e modo di farlo; bisogna aver le mani libere, infatti, non impegnate in alcun lavoro e trovarsi in una condizione di rilassamento: una conversazione, il teatro, un ricevimento. Si tratta, in effetti, di accessori che storicamente sono attributi della classe agiata, cioè di quelle categorie sociali che, attraverso l’abbigliamento, la postura, i beni di cui si circondavano, mostravano il grado del loro prestigio e della loro ricchezza e, nel contempo, la distanza che separava i propri membri dal resto della popolazione. La società di corte, le famiglie di rango e, progressivamente, l’alta borghesia hanno partecipato a un lungo, plurisecolare, processo cosiddetto di civilizzazione consistente nella selezione e nella adozione di tutta una serie di pratiche di distinzione, tendenti a circoscrivere i limiti di un modello di comportamento definito dal quale venivano esclusi tutti coloro ai quali, per un motivo o per l’altro, non venivano riconosciuti i requisiti per aderirvi.
Dall’altra parte della scala sociale, partendo dal basso, registriamo, per contro, l’adozione di comportamenti che possiamo leggere come tappe di avvicinamento ai costumi delle categorie abbienti o di dirozzamento dei propri, almeno nelle occasioni in cui ciò è consentito, nelle giornate di festa specialmente. Non i più poveri potevano permettersi questo genere di abbigliamento. Tuttavia nella seconda metà del Settecento i ventagli avevano raggiunto anche i villaggi più sperduti del Regno di Napoli, ciò è segno dell’ampiezza della loro diffusione, almeno in quel mondo di mezzo al quale le signore rivelavano di poter trascorrere del tempo con le mani in mano. Del resto la produzione si veniva diversificando, nelle fabbriche spagnole, francesi, inglesi, italiane: l’uso di materiali comuni (legno per la struttura, carta stampata per il pavese) consentiva la realizzazione di ventagli a basso costo, mentre rimaneva viva la manifattura di oggetti lussuosi ed esclusivi riservati a un mercato più ristretto ed elitario. La preziosa collezione presentata in questo volume risponde appunto a quest’ultima tipologia. I ventagli sono pezzi unici, con pavesi dipinti o pelli (anche di bufalo, addirittura) e tessuti ricamati e variamente decorati, o realizzati con piume d’uccello, le stecche finemente lavorate, in avorio, osso, legno, madreperla, lacca, tartaruga, bachelite guardie scolpite in rilievo, ingentilite di minuscoli ornamenti (uno specchietto, un gioiello), rifiniture in oro. Non è il caso di soffermarsi qui a enumerarne le particolarità, poiché sarà sufficiente, per appagare la propria curiosità, sfogliare le pagine e le schede essenziali e dettagliate che accompagnano le immagini di questo volume (sintesi della Presentazione di Eugenio Imbriani).

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