Calendario Salento 2016

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Prezzo di vendita: 15,00 €
Prezzo base: 15,00 €

Categoria:  
Produttore: editori vari
Anno di pubblicazione: 2015/11
Descrizione

Caratteristiche tecniche: 14 fogli formato A3 - Carta 200 grammi - Stampa offset - Rilegatura a spirale

 

 

 

 

Il Salento in un batter di ciglia.  Il tempo di girare un’altra pagina ed ecco che appare, come in un caleidoscopio, un altro momento di questa costa d’Italia che guarda ad Oriente.

Le immagini che Roberto Rocca ha catturato con la macchina fotografica sono frammenti che ricompongono il puzzle di vecchio e nuovo, di solitudini e assembramenti umani, di antichi gesti e nuovi passatempi, di mare e terra, di luce vivida e ombre che si insinuano fra mille colori.

Per raccontare con profondità di sguardo questa terra bisogna averla negli occhi dalla nascita e nel Dna. Occorre amarla e percorrerla osservandola, per catturare gli uomini che al tramonto attendono con la canna da pesca a Torre Pali, quando ormai i bagnanti se ne sono andati: unica compagnia è il mozzicone di torre cinquecentesca, antica guardia dalle incursioni dei Turchi, che resiste al tempo. Bisogna conoscere i silenzi delle dune di sabbia di Torre San Giovanni che fu porto romano - di cui ancora si vedono le tracce - e il fragore indisturbato del mare sulle rocce, per poi riuscire a cogliere con occhio divertito i giochi di spiaggia, le cavalcate dei surfisti, gli assembramenti di varia umanità, i colori degli ombrelloni delle spiagge attrezzate.

Otranto, Santa Maria di Leuca, Gallipoli, Santa Cesarea Terme appaiono di notte dal mare in una livrea di luci accese che le rendono magiche come fossero uscite da una fiaba orientale, ma Rocca non si ferma a questa prima facile suggestione.

Il suo obiettivo opera una funambolica zoomata all’interno delle città, nelle strade con nomi evocativi come vico Mosaico, e fra la gente. In queste immagini la gente del Salento e i suoi ospiti estivi si muovono nell’ambiente, che è il protagonista indiscusso e il reale narratore di sè.

Il territorio si racconta nella pietra bianca leccese delle Chiese, nell’intonaco un po’ scrostato dei muri o nei muretti a secco che circondano le campagne. Altre volte prevale la terra, grigia negli uliveti, rossa nei campi, che si esprime anche attraverso la vegetazione, i fichi d’india o la quercia Vallonea vecchia novecento anni, le stoppie gialle o la macchia mediterranea di cui quasi si coglie il profumo.

Ma il fil rouge che tutto ricompone e dà significato al Salento di Roberto Rocca è il mare. Può essere blu cupo e spumeggiante sulle rocce, argenteo e sfumato, quasi trasognato di notte, o trasparente e vitreo nelle sue increspature che allontanandosi dalla riva diventano turchesi, ma resta sempre l’entità vitale da cui tutto giunge e a cui tutto tende.

 

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