Mara La Fatìa (antonio Castrignanò)

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Prezzo di vendita: 12,00 €
Prezzo base: 12,00 €

Categoria:  
Produttore: kurumuny edizioni
Anno di pubblicazione: 2015/05
Descrizione

nuovo ristampa 2015 a cura di Kurumuny edizioni

Noto per essere uno dei punti di riferimento dell’Orchestra de La Notte della Taranta, nonché per aver composto la splendida colonna sonora del film Nuovomondo di Emanuele Crialese, Antonio Castrignanò è uno dei musicisti salentini di maggiore talento artistico, e tra i pochi che possono vantare di essere stati parte di importanti gruppi di riproposta come Canzoniere Grecanico Salentino, Aramirè e Canzoniere della Terra d\'Otranto. In grado di coniugare il suono della terra, delle radici e della tradizione con linguaggi musicali moderni, il musicista salentino nel suo percorso artistico è riuscito a stabilire un contatto temporale tra presente e passato che si concretizza in originalissime atmosfere musicali che spaziano dalla poesia dei canti d’amore, all’esplosione ritmica della pizzica, fino a toccare i canti di lavoro. Proprio ai canti di lavoro è dedicato Mara La Fatìa, il suo nuovo album nel quale sono raccolti undici brani tra tradizionali ed inediti composti dallo stesso Castrignanò. Il disco apre uno spaccato spazio-temporale nel quale si torna indietro nel tempo, ad un mondo contadino antico, fatto di lavoro, sofferenze e privazioni, ma nel quale vi è un contatto con la realtà di oggi, quella dello sfruttamento dei lavoratori, ai quali sorprendentemente questi canti sembrano adattarsi, quasi il mondo non fosse mai cambiato. Ciò che sorprende di questo disco è l’omogeneità di suoni e liriche tra i brani tradizionali e quelli autografi, infatti Antonio Castrignanò è riuscito con disinvoltura a calarsi nei panni dei quei cantori che improvvisavano i brani di pizzica e gli stornelli durante il lavoro o esibendosi nelle ronde, dando vita ad un flusso di emozioni che fanno rivivere stilemi musicali dimenticati, fatti di ritmi ora travolgenti ora malinconici, di spaccati di vita quotidiana dove a farla da padrone è il lavoro della terra che si intreccia con sogni, amori e speranze. Inciso dal vivo in presa diretta nelle sale di Palazzo Palmieri a Martignano (LE), Mara La Fatìa, vede la partecipazione al fianco di Castrignanò, che nel disco si divide tra canto, tamburello, daf e percussioni, di una band eccellente composta da Attilio Turrisi (chitarra classica e battente), Gianluca Longo (mandola, mandolino e cetra), Giulio Bianco (zampogna, flauti e armonica), Giuseppe Spedicato (basso acustico), Ninfa Giannuzzi (voce) e Rocco Nigro (fisarmonica), a cui vanno aggiunte le partecipazioni di Luana Ricci (pianoforte), Francesco Congedo (contrabbasso), Giancarlo Parisi (zurna e flauti), Luigi Chiriatti (cori), Redi Hasa (violoncello) e Riccardo Laganà (tamburello). Ad aprire il disco è Aradeo, una pizzica tradizionale proveniente dal repertorio degli Zimba e caratterizzata dall’intreccio tra armonica a bocca e tamburello, ma già con il brano successivo la title track, veniamo in contatto con la scrittura di Castrignanò che in questo caso si sofferma sulla condizione del lavoro nei campi sul cui sfondo si muove una ritmica incessante e travolgente. Il lavoro nei campi ritorna con il tradizionale Lu Sule Calau, proveniente dal repertorio dei Cantori di Spongano, nel quale si racconta in un incessante crescendo ritmico, la piaga del caporalaggio e le difficoltà dei contadini di trovare lavoro ogni giorno. Tremulaterra, raccolta da la Chicca, una contadina di Martano (Le), è una pizzica d’amore, nella quale vengono decantate le bellezze di una nobildonna irraggiungibile, e nella quale si apprezza uno splendido intreccio tra la ritmica del tamburello, la chitarra e la zampogna. L’amore è ancora protagonista in Canto Al Buio, altro brano autografo ispirato alle antiche nenie presenti nelle field recordings di Alan Lomax, e caratterizzata da un arrangiamento tenue nel quale giganteggia il violoncello suonato da Redi Hasa. L’ironia narrativa di Signora Madama, ripresa da una storia popolare raccontata a Calimera (Le), introduce a La Luna Gira, brano autografo ispirato dal cantastorie di Apricena, Matteo Salvatore, quasi si fosse stabilito un legame sotterraneo tra la tradizione del Gargano e quella del Salento. Sul finale arrivano poi altri tre brani tradizionali, ovvero Maria Nicola, il canto dei carrettieri Cantu A Trainiere e la ballata Mula Pietra, ispirata ad una struggente poesia del poeta contadino Cici Cafaro. Chiude il disco il brano più intenso e bello, ovvero Muntanara, libera interpretazione di un delle più note serenate dei Cantori di Carpino, riletta in un crescendo strumentale condotto dal pianoforte suonato da Luana Ricci. Nel suo insieme Mara La Fatìa offre uno spaccato superbo delle doti musicali di Antonio Castrignanò che si concretizzano non solo nella bellezza esecutiva dei suoi brani e dei tradizionali ma soprattutto nell’opera di ricerca che è alla base di ogni singola nota in questo disco. Insomma, un piccolo grande capolavoro, da ascoltare con attenzione, per comprendere realmente lo spirito che dovrebbe animare la musica di riproposta.

 Brani

1. Aradeo

2. Mara la fatia

3. Lu sule calau

4. Tremulaterra

5. Canto al buio

6. Signora Madama

7. La Luna Gira...

8. Maria Nicola

9. Cantu a Trainiere

10. Mula Pietra

11. Muntanara

 

Musicisti

- Antonio Castrignanò – voce, tamburello, percussioni

- Ninfa Giannuzzi – voce

- Attilio Turrisi – chitarra battente

- Gianluca Longo – mandola e cetra

- Rocco Nigro – fisarmonica

- Giulio Bianco – zampogna e fiati

- Giuseppe Spedicato – basso acustico 

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