Il Culto Dei Sette Elementi Cosmici E La "rutta" Di Miggiano

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Prezzo di vendita: 20,00 €
Prezzo base: 20,00 €

Categoria:  
Produttore: edizioni dell`iride
Anno di pubblicazione: 2011
Descrizione

pp.250, brossura

Il volume, curato da Luigi Carbone, costituisce la seconda monografia tematica pubblicata dall’Associazione socio-culturale “Medianum - Terra di Mezzo” impegnata, fin dalla sua costituzione (ottobre 2005), in un lavoro di costante ricerca storica e archeologica di Miggiano e nella promozione di iniziative volte alla conoscenza e valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale ereditato dal passato.
L’autore riporta – nelle 250 pagine del libro – in maniera certosina e accurata valori e saperi della tradizione orale miggianese, a sostegno delle argomentazioni trattate nel volume.
Carbone ha svolto uno studio approfondito dei riti e dei pittogrammi presenti all’interno della cripta di Santa Marina, giungendo alla conclusione che la grotta (rutta) fu sede di un culto primitivo, espresso tramite segni e simboli geometrici. Il segno “4” connotava i pilastri della madre – Terra, il “3” l’arcu del padre – Cielo e il “7” il sacro lecamentu (unione) Terra-Cielo: il Corpo Cosmico.
L’autore ha analizzato il rito dei 7 Sabati (o dei 50 Archi) di Santa Marina e lo ha ricondotto ad una spiritualità che affonda che sue origini al Neolitico quando le donne, osservando il sorgere e il tramontare delle Pleiadi, concepirono il suddetto rito propiziatorio e iniziatico. Fino a pochi anni fa, gruppi di donne officiavano nella cappella di Santa Marina un rito primordiale in cui piegavano il corpo ad arco in determinati punti cultuali dell’edificio sacro, compiendo così la sacra unione (lecamentu) tra i 4 pilastri della madre - Terra con l’arcu del padre -  Cielo, a valenza numerica “3”.
La grotta, inoltre, nel suo aspetto originario presentava una forma fallica, sacra ed enigmatica. E di estrema importanza appare l’affresco di Santa Marina nell’ambiente centrale della cripta, dove è stata raffigurata una divinità (il Bene) armata di martello (simbologia ermafrodita) che tiene a guinzaglio i tristi e mari passaggi della morte, rappresentati da un mostro in catene: il drago (il Male).
In appendice al volume sono allegate 23 schede di approfondimento, che racchiudono ritualità arcaiche, cunti, balli e danze autoctone, giuramenti, giochi antichi ormai dimenticati e tanti ricordi degli anziani, che lo studioso ha pazientemente raccolto nel corso degli anni e che costituiscono un enorme patrimonio immateriale da tramandare e far conoscere alle generazioni presenti e future.

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