La Sanità Malata. Viaggio Nella Puglia Di Vendola

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Prezzo di vendita: 12,00 €
Prezzo base: 12,00 €
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Produttore: glocal
Anno di pubblicazione: 2008/12
Descrizione

pp.112

Esperienze e spunti di riflessione sulla Sanità pugliese al tempo della “Rivoluzione gentile” del presidente Nichi Vendola. Un medico diventato direttore generale di una ASL e un manager venuto dal Nord raccontano la loro esperienza, denunciano, segnalano, suggeriscono, propongono. Ne viene fuori uno spaccato impietoso e un’analisi coraggiosa dei mali che affliggono la Sanità del Mezzogiorno: dall’ingerenza della politica ai trasformismi manageriali, dal clientelismo alle speculazioni della casta dei medici, dalle pressioni dell’industria sanitaria e farmaceutica alle strumentalizzazioni delle associazioni di volontariato... Una radiografia che mette a fuoco e delinea con chiarezza i contorni di un’occasione mancata per il servizio pubblico di mettere al centro del suo impegno il cittadino-ammalato e che segna, forse, la fine di quel “momento magico” che la Sanità pugliese sembrava avviata a vivere.

 


Dopo il terremoto elettorale del 2005 che porta per la prima volta al governo della regione Puglia, da sempre moderata e democristiana, un presidente di sinistra, un medico ospedaliero impegnato nei movimenti di lotta per la salute viene chiamato dalla giunta regionale a dirigere una nuova ASL e lì incontra il suo direttore amministrativo, un uomo venuto dal Nord, dalla “rossa” ed evoluta Emilia Romagna. Entrambi hanno creduto che in Puglia fosse scoppiata la “rivoluzione gentile” e si gettano con ardore alla costruzione del cambiamento. Ma dopo poco più di due anni entrambi, a breve distanza di tempo tra loro, gettano la spugna. L’esperienza fatta però è molto forte ed il libro è un racconto dei tentativi, dei successi e delle grandi difficoltà incontrate.
Il medico, il brindisino Maurizio Portaluri, racconta come è fatta una ASL, quanto l’organizzazione sanitaria è davvero orientata alla salute collettiva ed individuale, il peso dei diversi contratti di lavoro del personale sull’erogazione dei servizi, la distorsione della libera professione, la debolezza dei sistemi di valutazione, la povertà del sistema di prevenzione a vantaggio delle cure, la contrapposizione tra ospedale e territorio, l’influenza negativa dell’industria farmaceutica, le difficoltà frapposte a chi vuole studiare e fare ricerca, l’intrusione della politica e dei partiti, il trasformismo ed i ritardi del Sud, l’autoreferenzialità delle associazioni dei cittadini. Un’analisi approfondita nelle pieghe del sistema che ha smarrito il suo obiettivo, la salute ed il cittadino ammalato. La conclusione del ritorno al letto del malato, punto di partenza suo, con l’auspicio che lo diventi anche per ogni vero innovatore.
L’uomo del Nord, il bolognese Gianluigi Saraceni, spiega nella postfazione le ragioni per cui ha accettato questa scommessa e cerca di rispondere a tre domande che l’autore gli pone. Perché al Sud non si riesce a fare quel che si fa al Nord? Perché i manager venuti dal Nord sono stati messi in condizione di andarsene? Come si può cambiare? L’inadeguatezza del sistema politico è anche in questa parte indicata come il vero ostacolo (“il peccato originale”) alla crescita della regione che pure ha tra i giovani, all’interno del servizio sanitario, risorse valide che trovano ostacolo ad esprimersi. Nonostante condivida la critica a certi comportamenti dell’associazionismo dei cittadini e “nonostante il momento magico dello sanità pugliese sia ormai passato”, Saraceni intravede in una maggiore trasparenza del sistema ed in una sua reale disponibilità al dialogo con la gente la via di uscita dall’attuale situazione di stallo.
Perché un libro su un’esperienza peraltro breve? Non era già eloquente l’uscita di scena così anticipata? Un libro aiuta a discutere seriamente e sottrae la discussione al pericolo dei luoghi comuni. Forse i due credono e sperano ancora, senza dirlo, in quella che Michele Di Schiena chiama, nella sua prefazione, la “necessaria rivoluzione”.

I proventi della vendita del libro saranno devoluti all’associazione di volontariato “Progetti per la Radioterapia di Brindisi” che tra l’altro fornisce visite domiciliari ai malati non autosufficienti.

Maurizio Portaluri è medico ospedaliero, dirige il reparto di radioterapia dell’ospedale “Perrino” di Brindisi ed è stato per due anni Direttore generale della ASL di Andria-Barletta-Trani e dell’Istituto Tumori di Bari, incarico da cui si è dimesso nel dicembre 2007. Impegnato con Medicina Democratica nei movimenti per la tutela della salute. Ha pubblicato Di fabbrica si muore, Manni Editori, 2008.

Michele Di Schiena è magistrato Presidente Onorario Aggiunto della Corte di Cassazione. Impegnato nella società civile con associazioni e movimenti in varie iniziative e campagne per la tutela e la promozione di diritti fondamentali della persona.

Gianluigi Saraceni è dirigente amministrativo della sanità pubblica con diversi incarichi in Emilia Romagna e in Liguria. Dal 2005 è stato direttore amministrativo della ASL di Andria-Barletta-Trani, incarico da cui si è dimesso nel Giugno 2008

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